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Il neonato ci parla

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Dimissione bambino prematuro

Accudimento dopo la dimissione

Promozione dello sviluppo
neurocomportamentale del neonato


A cura di Natascha Heun e Rachele Battistello
Infermiere U.O. Terapia Intensiva
e Patologia Neonatale
Dipartimento di Pediatria Azienda
Ospedaliera di Padova

Ogni neonato, fin dai primi momenti di vita si mostra diverso dagli altri, ha una sua personalità e una propria abilità nel toccare, annusare, ascoltare e guardare e un modo preferenziale con cui ama essere consolato: chi vuole stare in braccio, essere cullato, ascoltare la voce della mamma. Egli fa capire, a chi interagisce con lui, che i suoi pianti possono avere una diversa causa e diversi effetti ed è in grado di utilizzare le modalità con cui viene accudito per maturare il suo adattamento al mondo extrauterino.

Questo adattamento non è sempre facile per il neonato, egli deve compiere da solo molte funzioni prima svolte per lui dalla madre: respirare, mangiare, regolare la temperatura corporea, controllare i movimenti in relazione al nuovo ambiente fisico (aria invece di acqua, diversa forza di gravità, minor contenimento corporeo). Gradualmente il neonato cercherà nuovi modi per addormentarsi e si adatterà ai ritmi giorno – notte. Egli imparerà a comunicare con le persone e le cose intorno a sé, utilizzando capacità di cui dispone fin dalla nascita: sguardo e ascolto, linguaggio corporeo non verbale consolabilità.

Quanto appena descritto è un processo complesso nel quale non esistono tappe e competenze precise in base all’età del neonato, vi sono invece momenti di rapido sviluppo alternati da fisiologiche (e quindi normali) regressioni, che ognuno attraversa con proprie caratteristiche personali, temperamento, nonché cultura e storia della propria famiglia.

A volte, perché nato pretermine, o perché ricoverato in ospedale, il neonato può, per un po’ di tempo, manifestare comportamenti che ostacolano il suo adattamento all’ambiente e la relazione col mondo circostante

Può mantenere la testa girata da una parte e quindi avere difficoltà nel muoversi per guardare i genitori e le cose che gli stanno vicino. Può spingere indietro le spalle e la testa in maniera brusca e trovare così difficoltà nello stare raccolto, nel portare le mani alla bocca, per consolarsi, o davanti a sé per toccare il viso della mamma ed i giocattoli che gli vengono offerti. Può presentare incontrollati soprassalti, tremori e per questo spaventarsi e sentirsi in difficoltà nel riorganizzare i propri movimenti. Può manifestare cambiamenti del colore della pelle, rigurgiti, pianti improvvisi, difficili da consolare.

Supportare adeguatamente questi movi- menti di difficoltà del neonato significa promuovere positivamente la maturazione dello sviluppo comportamentale, motorio, cognitivo ed emotivo.

Una volta dimesso, il neonato ha bisogno, da parte dei genitori, di un’attenzione particolare rivolta ad individuare le situazioni che lo disorganizzano e lo stressano in modo da creare un percorso fatto di comportamenti ed accorgimenti che lo ‘ facilitano ‘ nello svolgimento e nella maturazione delle attività quotidiane (il dormire, il mangiare, il cambio, chiacchierare, le coccole…). Ma in senso pratico cosa vuole dire?

Cercare di capire quando è pronto e disponibile a fare qualcosa, e rispettando i suoi segnali di stanchezza ed irritabilità;
adattare le stimolazioni ambientali in base al suo comportamento. Qualsiasi cosa si proponga al bambino cercare di facilitare la sua stabilità globale e motoria con il contenimento del corpo, mantenendolo in una posizione flessa e con il capo diritto rispetto al tronco evitando che la testa cada indietro o in avanti.

Consigli pratici per l’accudimento del neonato durante il bagnetto

Oltre a favorire un’igiene di base e di routine, il bagno crea un’opportunità piacevole di collaborare, di rilassarsi, di relazionare, di apprendere e fornisce ai genitori una opportunità di relazionarsi piacevolmente con il bambino rafforzando le competenze genitoriali.

Valutate qual è il momento secondo voi più piacevole per fare il bagnetto al vostro bambino. Generalmente viene fatto la mattina, ma può essere utile la sera prima dell’ultima poppata. Questo può risultare vantaggioso per favorire il rilassamento e quindi un riposo notturno adeguato create un ambiente tranquillo, lontano da rumori, luci dirette e ben riscaldato.

Spogliate dolcemente il bambino ed avvolgetelo in una coperta morbida in posizione flessa (gambe e braccia raccolte) immergete lentamente il neonato nell’acqua fino alle spalle tenendolo raccolto con le vostre mani ferme. L’immersione da prono facilita il contatto più controllato con l’acqua. (fig.2) Una mano sorreggerà il neonato sotto le spalle, mentre l’altra detergerà il corpo.

Evitate detergenti profumati per il corpo perché irritano la pelle in quanto contengono soluzioni alcoliche; preferite saponi neutri oppure a pH leggermente acido. La temperatura dell’acqua non deve discostarsi dai 37°- 38°.

Se il bambino è infastidito e non gradisce il bagnetto, può essere utile la tecnica del " wrapping " , che consiste nell'immergerlo in acqua avvolto in un lenzuolino che va poi tolto una volta immerso in acqua. (fig.1). 

Quando finite il bagnetto coprite subito il neonato con un panno asciutto e morbido favorendo la posizione flessa del corpo di lato o prona. Approfitate del momento per farle un massaggio, fare un po’ di marsupio, magari dopo la poppata.

Osservate sempre il neonato e cercate di comprendere quali esperienze sono state positive per poi riproporle al fine di sostenere e facilitare lo sviluppo neurocomportamentale del bambino.

BIBLIOGRAFIA:
atti percorso di formazione nell’approccio neuroevolutivo al neonato e al
lattante “ La valutazione del comportamento del neonato e la promozione dello sviluppo neurocomportamentale” dott. Rapisardi e F.T. Davidson centro Brazelton Az. Osp. Firenze maggio 2003
atti del corso base in: assistenza allo sviluppo neurocomportamentale del
neonato in T.I.N. Dott. Rapisardi e F.T. Davidson centro Brazelton Az.
Osp. Firenze giugno 2003


 

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L'adattamento extrauterino è ancora più difficile per un neonato pretermine che ha bisogno, da parte dei genitori, di una particolare attenzione rivolta ad individuare le situazioni che lo mettono in maggiore difficoltà e che lo possono stressare.

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