Un indispensabile contatto d'amore
Iscriviti al prossimo corso telefonando al numero: 345/4520357
Molto ormai è stato scritto sulla relazione madre-bambino, sul soddisfacimento dei bisogni del neonato, sull’importanza dei primi giorni di vita, ma questi concetti spesso si scontrano con altri tipici della nostra epoca in cui i genitori sono combattuti fra la “paura di viziare” tenendo troppo in braccio i propri bimbi e il desiderio di crescerli in fretta, rendendoli autonomi.
In realtà, il linguaggio del corpo, che la psicologia ha definito comunicazione non verbale, ed in particolare la comunicazione attraverso il tatto, è un qualcosa di antico, una relazione d’amore. Pensiamo come un abbraccio o una semplice stretta di mano possono trasmetterci una svariata gamma di emozioni.
Nell’embrione il primo senso che si sviluppa è il tatto, già all’ottava settimana di gestazione, quando il bambino misura circa 1 cm, la sensibilità della sua pelle è molto sviluppata e alla nascita, il piccolo conosce molto bene le sensazioni piacevoli associate alla stimolazione tattile evocata dai movimenti dell’utero e da quelli della madre.
Prendere in braccio il proprio bambino, coccolarlo e accarezzarlo è un sapere antico che appartiene ad ogni madre e che è di fondamentale importanza non solo per lei, che soddisfa così un istinto innato di protezione ed accudimento del figlio, ma lo è anche e soprattutto per il bambino. Ma perché le “coccole”, che fanno parte di ciò che scientificamente è definita come stimolazione sensoriale del neonato, sono così importanti per il benessere ed il futuro sviluppo del bambino?
Da un punto di vista psicologico ogni neonato, ed in particolare i neonati prematuri, vivono in una condizione psichica di non-integrazione. Ciò significa che il bambino non ha ancora costruito un senso di Sé come individuo separato dall’ambiente che lo circonda. A livello psicologico non esiste la capacità di discriminare tra “me” e “non me” e il piccolo si percepisce come un tutt’uno con l’ambiente che lo circonda.
L’integrazione psichica è essenzialmente promossa dalla cura ambientale e in queste prime fasi di vita le cure fisiche sono anche cure psicologiche.
Un parto improvviso e la necessaria e prolungata separazione dal bambino, catapulta i genitori in una realtà dominata dal dolore e dalla paura. E al bambino cosa accade? Anche lui incontra la sofferenza, la paura e il dolore.
Dopo la calda protezione del grembo materno, le prime esperienze che un prematuro ha con il tocco possono essere negative: le manovre necessarie alla sua sopravvivenza talvolta sono dolorose. Ecco che una delle prime cose che un genitore può fare per il proprio bambino è toccarlo, contenerlo e accarezzarlo.
Il linguaggio di un neonato è essenzialmente corporeo: i piccoli ci parlano con segnali del corpo fornendoci informazioni preziose sul loro mondo. Il piccolo capisce il linguaggio d’amore delle mani che si prendono cura di lui, mani che sanno proteggere, scaldare e capaci di ascoltare e rispettare i suoi ritmi e le sue necessità. Questa meravigliosa espressione di affetto può contribuire a lenire le sofferenze fisiche e psicologiche del bambino e dei suoi genitori.
Anche se si è dovuta affrontare una separazione improvvisa dal proprio figlio, abbiamo la possibilità di recuperare il tempo della lontananza: “il bello dell’essere umano é quello di possedere una meravigliosa capacità di adattarsi agli imprevisti e di apprendere nuovi schemi” (V. McClure)
In quest’ottica il massaggio per il neonato che ha vissuto una esperienza di ospedalizzazione e di separazione precoce dai genitori, diviene uno strumento che favorisce la comunicazione e sostiene lo sviluppo della relazione genitore-figlio. E’ una delle tante opportunità che i genitori hanno per rinforzare un legame intimo ed affettuoso e recuperare il tempo della separazione.
Ogni madre, dentro di sé, comprende l’importanza di ricreare, per se stessa e per il figlio, il calore di un rapporto di intimità ed esclusività reciproca e , per farlo, saprà trovare il modo più adatto. Il massaggio infantile non é una tecnica con finalità fisioterapeutiche, ma un modo di stare con il piccolo, è una combinazione di intimità, gioco, carezze, è uno strumento che ci aiuta a comprendere i segnali di stress, o di benessere, che il neonato ci invia.
L’evidenza clinica e recenti ricerche scientifiche hanno confermato l’effetto positivo del massaggio sullo sviluppo e sulla maturazione del neonato ed in particolare del neonato prematuro.
I benefici per il bambino e per i suoi genitori, possono essere molteplici: favorisce il legame di attaccamento e rafforza la relazione genitore-bambino, fornisce una stimolazione tattile che sostiene lo sviluppo neuro-comportamentale, aiuta il bambino a scaricare le tensioni provocate da nuove situazioni, stress e piccoli malesseri, ha una notevole efficacia nel prevenire e nel dare sollievo al disagio delle coliche gassose, sostiene i genitori nella comprensione del linguaggio corporeo del bambino, infine può rivelarsi un buon sostegno nei disturbi del ritmo sonno- veglia.
I genitori possono apprendere le sequenze del massaggio partecipando al corso, che comprende 4 o 5 incontri di gruppo della durata di circa un’ora ciascuno. Durante gli incontri l’insegnante mostra le sequenze del massaggio su di una bambola e ogni genitore ripeterà le fasi sul proprio bambino. I tempi delle lezioni saranno strutturati in modo tale che ogni mamma possa essere libera di allattare, pulire o coccolare il proprio bambino se lo desidera.
Testimonianza di Gabriele, Erika, Federico e Giovanni Cuccato.
Credo sia impossibile resistere alla tenerezza dei bambini e per i genitori di neonati prematuri ogni gesto, carezza o coccola diventa un momento speciale.
Abbiamo trascorso 77 giorni con Federico e 100 con il gemellino Giovanni in patologia neonatale. Sono nati a sole 25 settimane di gestazione ed hanno avuto problematiche diverse.
Federico ha presentato episodi d’apnea ma è cresciuto, sino al momento della dimissione, senza grossi inconvenienti.
Giovanni, oltre al problema delle apnee come il fratellino, ha subito diversi interventi chirurgici a causa di una perforazione intestinale e per una pervietà del dotto arterioso di Botallo, infine dopo la dimissione, è stato nuovamente ricoverato per una bronchiolite.
Una volta a casa è ricominciata la vita insieme, tra poppate, cambi, pesate, bagnetti, coliche, ciucce, lavatrici e pian piano siamo cresciuti.
Un giorno l’associazione “Pulcino” ci ha informato della possibilità di imparare a massaggiare i nostri bambini. Non ci sembrava vero che ci fosse offerta questa opportunità e per di più gratuitamente, così col primo momento tranquillo abbiamo iniziato.
Quando l’insegnante di massaggio è arrivata con il suo bambolotto e ci ha spiegato la storia e la filosofia che guida queste tecniche di massaggio e ce ne siamo innamorati.
Questi massaggi sono una bella occasione per esprimere ai figli il bene che gli vogliamo. Attraverso il calore, la pressione delle nostre mani, attraverso gli sguardi, la voce, le carezze possiamo offrire pace, piacere e serenità ai nostri bambini. Il nostro tocco li aiuta a percepire le parti del loro corpo, li rilassa e ne scarica le tensioni (coliche, dolorini). Ogni volta riscopriamo le nostre meravigliose creature che crescono e cambiano: riscopriamo e “coccoliamo” la loro pelle morbida, liscia e profumata, ne comprendiamo le paure dei ricordi “ospedalieri”, scopriamo assieme a loro ciò che amano fare e come amano farlo, quali movimenti, quali posizioni ecc…
I nostri bambini si raccontano con il proprio corpo, con le smorfie ed i sorrisi.
Anche a noi genitori piacerebbe tanto essere massaggiati così per trovare affetto e sentirsi avvolti dalla punta dei piedi alla punta dei capelli.
L’insegnante di massaggio è di una disponibilità indescrivibile, ci ha fatto sempre sentire a nostro agio aspettando e rispettando le esigenze dei nostri bambini, ascoltando i nostri pensieri e le nostre preoccupazioni con discrezione, ci ha rasserenato e fatto riflettere regalandoci preziosi consigli per migliorare, ad esempio, il momento della poppata, del bagnetto, il tocco per rilassare e addormentare i bimbi.
Giovanni e Federico hanno gradito questi massaggi e si augurano che mamma e papà trovino spesso momenti da dedicargli.
Assieme ai nostri bambini ringraziamo di cuore l’insegnante e l’Associazione Pulcino per quest’esperienza che consigliamo a tutti.