Una condivisione che può aiutare a sperare.
Certo quando abbiamo iniziato il progetto dei gruppi di ascolto, avevamo mille dubbi e mille incertezze, prima di tutto su noi stessi, sulla nostra capacità di rimanere sereni di fronte alle situazioni a volte molto difficili che potevamo incontrare in reparto: ci avrebbero ricordato il dolore, le paure, le ansie provate non molto tempo fa, quando erano i nostri bambini ad essere dentro le incubatrici, quando era il loro futuro ad essere incerto, ed il nostro ancora di più.
Da subito abbiamo deciso che il nostro scopo era trasmettere serenità, una serenità che non poteva ahimè derivare dalla certezza assoluta che il loro bambino avrebbe superato tutto senza alcun problema, ma che doveva affondare le sue radici nella fiducia nelle grandi risorse di questi piccoli cuccioli, nella certezza di essere in un reparto altamente all'avanguardia dove il personale fornisce la miglior assistenza medica unita ad una grande sensibilità umana, nella consapevolezza, a volte difficilissima da raggiungere, che ogni battaglia, per quanto dura e dolorosa, merita di essere combattuta fino in fondo a fianco del proprio bambino o dei propri bambini, accettando il fatto che in questo reparto, soprattutto all'inizio, si vive giorno per giorno, momento per momento, senza guardare troppo in là nel futuro.
Tracciando il nostro primo, piccolo bilancio dopo un anno, eravamo felici di esserci ancora. Siamo tutte mamme e papà di bambini piccoli e non è affatto facile trovare il tempo per venire in reparto ogni sabato. Evidentemente le nostre motivazioni sono forti: ciò che ci preme trasmettere è che sperare è legittimo, gli ostacoli sono tanti, la strada lunga, ma crediamo che meriti di essere percorsa giorno dopo giorno perchè c'è anche solo la possibilità che il futuro riservi tanta gioia alla fine!
Noi ci siamo, a volte incontriamo pochi genitori, a volte tantissimi, a volte nessuno, ma non ci importa, noi ci siamo e se un genitore lo desidera può venire da noi per 5 minuti o per 2 ore, per ridere o per piangere, per dirci che si considera fortunatissimo perchè il proprio figlio è vivo o per dirci che si sente vuoto perchè non aveva immaginato che la vita del proprio bimbo potesse iniziare in modo così "particolare", per dirci mille parole o solo per cercare conforto nello sguardo di chi capisce al volo quanto faticoso sia non poter stringere tra le braccia il proprio cucciolo.
Molte volte i genitori ci guardano come se fossimo degli eroi che sono riusciti a sopravvivere alla tempesta di emozioni che comporta l'avere un figlio (o due, anche tre figli) ricoverato in un reparto di terapia intensiva neonatale.
Sembra loro impossibile che qualcuno capisca immediatamente i sensi di colpa, l'angoscia per il futuro, la sensazione di smarrimento, l'idea fissa di essere tra i pochi sfortunati a cui tocca vivere un'esperienza del genere: noi ci siamo già passati ed ognuno di noi ha vissuto tutto ciò secondo la propria sensibilità, secondo il proprio modo di essere.
Ci accomuna la voglia di essere vicini a chi ora vive questa esperienza, condividendo dubbi, incertezze, rabbia, diffidenza verso l'ambiente nuovo che all'inizio sembra così freddo: ogni sensazione è legittima, va vissuta e non repressa, analizzata fino in fondo con la consapevolezza che tutto ciò può rappresentare un trauma fortissimo che ha bisogno del suo tempo per guarire, ma tutto questo trova un senso nella lotta che il nostro bambino sta facendo per vivere e crescere, e noi vogliamo essere con voi in questo percorso.
Anche il gruppo è maturato in questo periodo: senza avere nessuna pretesa di svolgere un ruolo medico che compete esclusivamente alla psicologa ed alla neuropsichiatra già attive in reparto, abbiamo affrontato tutte insieme un corso di formazione sulla comunicazione e sui processi della relazione di auto-mutuo-aiuto per far sì che all’empatia che immediatamente nasce tra persone che hanno vissuto la stessa esperienza si aggiungessero competenze ulteriori per poter ascoltare e comunicare in modo più efficace coi genitori che incontriamo.
Tutte queste iniziative hanno un solo scopo: supportare in ogni modo i genitori che si trovano ad affrontare questo difficile percorso coi loro bambini dato che sia studi effettuati che la nostra diretta esperienza testimoniano che gli esiti di sviluppo per i piccoli ricoverati dipendono innanzitutto da fattori biologici come il grado di prematurità ed eventuali ulteriori complicazioni, ma anche da fattori ambientali e relazionali come l’approccio dei genitori e l’ambiente socio-emotivo che li circonda.
Per ogni informazione potete contattare Ileana tel. 0444/304018 o Silvia 347/2900490