Incontri periodici con i genitori per confrontarsi insieme e creare la giusta armonia per il nostro bambino
Nuova pubblicazione del libro “IL NEONATO CI PARLA” una guida allo sviluppo dei bambini nati pretermine, dedicata ai genitori dei neonati ricoverati in terapia intensiva neonatale. Clicca qui per maggiore informazione e per scaricare l'estratto del libro
Corsi di massaggio infantile per bambini nati pretermine e nati a termine da 0 a 9 mesi.
I corsi saranno tenuti da insegnanti diplomate AIMI presso la sede dell'Associazione Pulcino per una durata di 5 incontri
Per informazioni Michela 345/4520357
Testimonianze arrivate
alla nostra e-mail
Anche noi possiamo dire di essere
genitori di un pulcino!
Si chiama Laura, è nata all' Ospedale Ca' Foncello di Treviso il 23 Marzo scorso, alla 30^ settimana gestazionale e con un peso di 990 grammi.
Alla 28^ settimana, durante una visita di routine, mi sono stati riscontrati ipertensione arteriosa, un'alterazione del flusso di un'arteria uterina, difetto di crescita intrauterina (I.U.G.R) e scarso liquido amniotico. Dopo un ricovero ospedaliero di due settimane, sono stati verificati nuovamente i parametri di crescita e la situazione era praticamente invariata: la mia bimba non cresceva più e pertanto si rendeva necessario farla nascere mediante cesareo.
E così è arrivata!
Fortunatamente Laura ha da subito iniziato a respirare autonomamente, le sono stati attribuiti ottimi indici di Apgar (9-10-10) ed è stata poi trasferita in Terapia Intensiva nel reparto di Patologia Neonatale, dove ha trascorso circa 40 giorni in incubatrice e altre 2 settimane nella "stanza dei lettini".
Finalmente il 15 Maggio, con nostra immensa gioia, la nostra piccola è stata dimessa con un peso di 2.110 grammi.
Quando la nascita di tuo figlio avviene in condizioni fuori dalla norma pensi che quella situazione è capitata proprio a te, solo a te...
Ma quando entri per la prima volta in un reparto di Patologia Neonatale, ti si apre un mondo che non immaginavi esistesse e ti rendi veramente conto di essere solo uno dei tanti che sta vivendo quell'esperienza: decine di coppie di genitori indaffarati ad indossare i camici e le mascherine di rito, mamme e papà ansiosi di vedere i loro piccoli e di dispensare loro carezze e coccole, anche se solo attraverso dei piccoli oblò.
E' stata indubbiamente un'esperienza difficile, ricca di mille preoccupazioni, attraverso un lungo percorso che pareva interminabile.
Ma è anche vero che, proprio venendo a far parte di quel mondo, ci siamo resi conto di essere stati tra i più fortunati, perchè la nostra piccolina non ha dovuto affrontare complicazioni (che purtroppo molto spesso intervengono) ed è riuscita a crescere, grammo dopo grammo, in perfetta salute.
Oggi Laura pesa 6 chili, sta bene ed è una bambina molto vivace, curiosa e attiva (anche troppo!!!). Anche noi stentiamo a credere, quando riguardiamo le foto dei primi giorni, come quel topolino magro magro con mani e piedi enormi si sia trasformato in una bella e paffuta bambolina!
Il personale del Reparto è stato molto disponibile e soprattutto si è dimostrato molto competente e professionale. Abbiamo visto alcune infermiere comportarsi come delle vere mamme, attraverso gesti di enorme tenerezza ed affetto verso i bimbi ricoverati.
A nostro avviso, però, ci sono aspetti che andrebbero rivisti e migliorati. (Ovviamente, noi ci riferiamo all' ospedale che abbiamo frequentato e conosciuto, senza conoscere pertanto la situazione nelle altre strutture).
Innanzitutto, c'è una palese necessità di maggior spazio per accogliere tutte le incubatrici, i lettini e la strumentazione necessari.
Gli orari di visita ai piccoli pazienti, pur riconoscendo e rispettando le problematiche e gli oneri tecnici del personale in servizio, sono troppo restrittivi e dovrebbero tenere maggiormente conto delle necessità affettive tra bimbi e genitori, così importanti nello sviluppo psico-fisico di questi piccoli, ma che invece, purtroppo, vengono pesantemente sacrificate.
Il distacco bimbo-genitori è un'esperienza dolorosissima e, a nostro parere, bisogna fare tutto il possibile per lenire questa sofferenza che viene vissuta, tra l'altro, in un periodo, quello del post-partum, di particolare fragilità emotiva.
Bisogna quindi favorire al massimo l'incontro genitori-figli, mettendo magari a disposizione dei locali dove le mamme possano rimanere tra un orario di visita e l'altro, senza essere costrette a far ritorno a casa per poi tornare nuovamente, dove possano estrarsi il latte con l'ausilio di tiralatte e magari incontrare altre mamme con cui confrontarsi e scambiarsi le esperienze.
Ho conosciuto mamme di bimbi in gravi condizioni, distrutte fisicamente e soprattutto psicologicamente, provenienti da zone molto lontane dall'ospedale e costrette a prendere in affitto dei monolocali per stare accanto il più possibile ai loro piccoli. Almeno per i casi più gravi, non dovrebbero mancare delle camere, eventualmente anche a pagamento, all'interno della stessa struttura ospedaliera, per accogliere queste povere mamme.
Siamo inoltre stati molto dispiaciuti nel constatare che non veniva praticata la cosiddetta "marsupio-terapia", caldamente raccomandata da tutta la letteratura sull'argomento.
Navigando su Internet nel cercare di documentarci sui problemi dei bambini prematuri, abbiamo notato e visitato il vostro sito.
Ieri Laura è stata battezzata e, in quest'occasione, abbiamo deciso di optare, in luogo delle bomboniere, per un piccolo contributo in denaro a favore dell' Associazione Pulcino, che abbiamo eseguito sul vostro c/c postale. Siamo certi che la nostra pur modesta partecipazione potrà contribuire al raggiungimento degli obiettivi che la vostra associazione ha deciso di porsi.