Testimonianze arrivate
alla nostra e-mail
Anche noi possiamo dire di essere
genitori di un pulcino!
Si chiama Laura, è nata all' Ospedale Ca' Foncello di Treviso il 23 Marzo scorso, alla 30^ settimana gestazionale e con un peso di 990 grammi.
Alla 28^ settimana, durante una visita di routine, mi sono stati riscontrati ipertensione arteriosa, un'alterazione del flusso di un'arteria uterina, difetto di crescita intrauterina (I.U.G.R) e scarso liquido amniotico. Dopo un ricovero ospedaliero di due settimane, sono stati verificati nuovamente i parametri di crescita e la situazione era praticamente invariata: la mia bimba non cresceva più e pertanto si rendeva necessario farla nascere mediante cesareo.
E così è arrivata!
Fortunatamente Laura ha da subito iniziato a respirare autonomamente, le sono stati attribuiti ottimi indici di Apgar (9-10-10) ed è stata poi trasferita in Terapia Intensiva nel reparto di Patologia Neonatale, dove ha trascorso circa 40 giorni in incubatrice e altre 2 settimane nella "stanza dei lettini".
Finalmente il 15 Maggio, con nostra immensa gioia, la nostra piccola è stata dimessa con un peso di 2.110 grammi.
Quando la nascita di tuo figlio avviene in condizioni fuori dalla norma pensi che quella situazione è capitata proprio a te, solo a te...
Ma quando entri per la prima volta in un reparto di Patologia Neonatale, ti si apre un mondo che non immaginavi esistesse e ti rendi veramente conto di essere solo uno dei tanti che sta vivendo quell'esperienza: decine di coppie di genitori indaffarati ad indossare i camici e le mascherine di rito, mamme e papà ansiosi di vedere i loro piccoli e di dispensare loro carezze e coccole, anche se solo attraverso dei piccoli oblò.
E' stata indubbiamente un'esperienza difficile, ricca di mille preoccupazioni, attraverso un lungo percorso che pareva interminabile.
Ma è anche vero che, proprio venendo a far parte di quel mondo, ci siamo resi conto di essere stati tra i più fortunati, perchè la nostra piccolina non ha dovuto affrontare complicazioni (che purtroppo molto spesso intervengono) ed è riuscita a crescere, grammo dopo grammo, in perfetta salute.
Oggi Laura pesa 6 chili, sta bene ed è una bambina molto vivace, curiosa e attiva (anche troppo!!!). Anche noi stentiamo a credere, quando riguardiamo le foto dei primi giorni, come quel topolino magro magro con mani e piedi enormi si sia trasformato in una bella e paffuta bambolina!
Il personale del Reparto è stato molto disponibile e soprattutto si è dimostrato molto competente e professionale. Abbiamo visto alcune infermiere comportarsi come delle vere mamme, attraverso gesti di enorme tenerezza ed affetto verso i bimbi ricoverati.
A nostro avviso, però, ci sono aspetti che andrebbero rivisti e migliorati. (Ovviamente, noi ci riferiamo all' ospedale che abbiamo frequentato e conosciuto, senza conoscere pertanto la situazione nelle altre strutture).
Innanzitutto, c'è una palese necessità di maggior spazio per accogliere tutte le incubatrici, i lettini e la strumentazione necessari.
Gli orari di visita ai piccoli pazienti, pur riconoscendo e rispettando le problematiche e gli oneri tecnici del personale in servizio, sono troppo restrittivi e dovrebbero tenere maggiormente conto delle necessità affettive tra bimbi e genitori, così importanti nello sviluppo psico-fisico di questi piccoli, ma che invece, purtroppo, vengono pesantemente sacrificate.
Il distacco bimbo-genitori è un'esperienza dolorosissima e, a nostro parere, bisogna fare tutto il possibile per lenire questa sofferenza che viene vissuta, tra l'altro, in un periodo, quello del post-partum, di particolare fragilità emotiva.
Bisogna quindi favorire al massimo l'incontro genitori-figli, mettendo magari a disposizione dei locali dove le mamme possano rimanere tra un orario di visita e l'altro, senza essere costrette a far ritorno a casa per poi tornare nuovamente, dove possano estrarsi il latte con l'ausilio di tiralatte e magari incontrare altre mamme con cui confrontarsi e scambiarsi le esperienze.
Ho conosciuto mamme di bimbi in gravi condizioni, distrutte fisicamente e soprattutto psicologicamente, provenienti da zone molto lontane dall'ospedale e costrette a prendere in affitto dei monolocali per stare accanto il più possibile ai loro piccoli. Almeno per i casi più gravi, non dovrebbero mancare delle camere, eventualmente anche a pagamento, all'interno della stessa struttura ospedaliera, per accogliere queste povere mamme.
Siamo inoltre stati molto dispiaciuti nel constatare che non veniva praticata la cosiddetta "marsupio-terapia", caldamente raccomandata da tutta la letteratura sull'argomento.
Navigando su Internet nel cercare di documentarci sui problemi dei bambini prematuri, abbiamo notato e visitato il vostro sito.
Ieri Laura è stata battezzata e, in quest'occasione, abbiamo deciso di optare, in luogo delle bomboniere, per un piccolo contributo in denaro a favore dell' Associazione Pulcino, che abbiamo eseguito sul vostro c/c postale. Siamo certi che la nostra pur modesta partecipazione potrà contribuire al raggiungimento degli obiettivi che la vostra associazione ha deciso di porsi.