Nicol una piccolissima bambina nata di 370 grammi
La mia gravidanza stava procedendo bene ed ero arrivata oramai al sesto mese; cioè 24 settimane di gestazione.
Ma dentro di me sentivo qualcosa che non andava, la pancia non si vedeva e non sentivo nessun movimento. All’improvviso un giorno cominciai ad avere dolori fortissimi allo stomaco e cercavo in tutti i modi di sopportar pensando che fosse una forte gastrite. Decisi quindi di consultare la mia ginecologa per una visita di controllo. Dagli esami risultò che era in atto una gestosi molto acuta che stava mettendo in pericolo sia me che la bambina e che richiedeva un ricovero immediato.
Cominciarono così i controlli, prelievi continui con medici che correvano da una parte all’altra e che mi dicevano di stare tranquilla che tutto si sarebbe risolto. Rimasi un giorno all’Ospedale di S. Donà di Piave e poi mi trasferirono d’urgenza a Padova dove si preparavano per un parto prematuro.
I medici provarono ad aspettare qualche giorno facendomi delle iniezioni di cortisone per rinforzare i polmoni della mia bambina, finché un pomeriggio mi portarono a fare l’ecografia e un medico mi disse che la bambina pesava solo pochi etti, a quel punto il mondo mi crollò addosso e per me cominciò un incubo.
Poco dopo mi portarono a fare il tracciato e sentivo i medici e le infermiere che discutevano fra loro dicendo che la mia bambina oramai non dava più segni e che non c’era più niente da fare.
Chiamarono mio marito, io non vedevo più bene, era tutto annebbiato e i medici stavano preparando la sala operatoria per il cesareo. Cosi la mia piccola venne subito messa nell’incubatrice e mi chiesero che nome volevamo darle anche se secondo loro sarebbe vissuta solo qualche ora.
Mio marito la accompagnò nel reparto di patologia neonatale e rimase colpito per le dimensioni non aveva mai visto una creatura così piccola. Infatti Nicol pesava solo 370 grammi ed io nei primi giorni, dopo che mi avevano detto che non sarebbe sopravissuta, non volevo vederla.
Le mie condizioni generali non erano per niente buone e il giorno dopo il parto sono stata operata per un ematoma interno e ho perso molto sangue.
I giorni passavano e Nicol continuava a lottare e giorno dopo giorno dopo cinque lunghi mesi tra crisi respiratorie, un intervento al dotto del cuore, un versamento pericardico, una emorragia cerebrale, è uscita dalla stanza di rianimazione. E’ passata in una stanzetta dove è stata messa in una culla dove potevamo finalmente prenderla in braccio e un po’ alla volta ha imparato a mangiare con il biberon.
E’ venuta a casa con l’ossigeno che ha tenuto per altri sette mesi e poi finalmente abbiamo iniziato una vita normale.
Adesso non ci sembra vero che Nicol stia bene, si ammala raramente anche meno del fratello maggiore.
Io e mio marito siamo molto felici, crediamo nei miracoli, Nicol ne è la prova, ma dobbiamo ringraziare con tutto il nostro cuore la forza di vivere della nostra bambina e i medici e le zie infermiere per la profonda dedizione che hanno riservato a Nicol. Un particolare ringraziamento va al Prof. Lino Chiandetti.
Sara e Giuseppe Niero